Le opportunità del contratto di rete nel settore Turismo

di Siponta De Leo e Nicola di Bari

Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera le crisi supera se stesso senza essere superato. Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi, è la crisi dell’incompetenza. L’inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie d’uscite. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c’è merito. E’ nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte che l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla.” Queste sono le parole pronunciate da Albert Einstein nel 1931, periodo nel quale il mondo intero era ancora preso dalla più grande crisi economica della storia.

Il contesto economico della città di Manfredonia oggi come non mai si presenta senza identità e visione, un contesto ancora di piena crisi economica, sociale e occupazionale. Le parole di A. Einstein ci dicono che non possiamo fare le stesse cose che facevamo prima della crisi del 2008. E’ ora di cambiare e di puntare su progetti nuovi e innovativi partendo da quelle che sono le nostre risorse più importanti per costruire un nuovo Modello di Sviluppo che veda nel turismo la sua forza principale. Oggi è utile, sia come individui che come collettività,  sottoporre a critica severa i nostri comportamenti, i nostri stili di vita, i valori e i modelli a cui ci siamo ispirati, poiché ci hanno fatto entrare in un’epoca di insicurezza economica, fisica e politica.

L’insicurezza genera paura, ed essa corrode la fiducia e la dipendenza reciproca su cui si fonda la società civile. Il futuro non ci sarà negato se saremo in grado di ridare significato e pienezza di contenuto a parole come fiducia e solidarietà. In termini più espliciti, un territorio può prosperare se tra i suoi cittadini c’è consonanza di sentimenti su valori posti a fondamento della collettività, c’è un rapporto stretto tra sviluppo civile e sviluppo economico, tra etica e politica, tra libertà e uguaglianza.

Ed è proprio alla base di questi valori che il nostro territorio può trovare il suo sviluppo economico e sociale fondato sulla risorsa turismo, valori che devono essere incarnati nella classe dirigente, attraverso strumenti di partenariato territoriale di lungo periodo perseguendo una gestione partecipata delle risorse naturali, culturali, storiche ed enogastronomiche.

Per attuare un Modello di Sviluppo Economico che sia sostenibile nel tempo è indispensabile mettersi insieme, creare la rete, poiché il nostro tessuto imprenditoriale o quel che rimane è fatto prevalentemente di piccole imprese con importanti limiti organizzativi, innovativi e gestionali per poter affrontare il mercato nazionale ed internazionale.

Il contratto di rete può essere lo strumento che, perseguendo un obiettivo di collaborazione imprenditoriale, non pregiudica l’autonomia patrimoniale e giuridica delle imprese, e non comporta costi particolarmente elevati. Il contratto di rete supera i limiti finanziari, organizzativi, innovativi e gestionali, della piccola dimensione e crea importanti economie di scala e accresce le curve di esperienza e di apprendimento di ogni impresa partecipante. Rappresenta uno strumento duttile ed efficace capace di dare risposte alle nuove frontiere della conoscenza che il mercato globale richiede quali in primis la ricerca del cliente globale.

La costituzione di un contratto di rete tra gli operatori del turismo (negozi, ristoranti, alberghi, strutture ricettive, bar, lidi, porto turistico, animatori etc) potrebbe ad esempio portare a creare il Sistema Informativo di Marketing: azioni coordinate di raccolta dati sull’offerta turistica da proporre a potenziali visitatori e clienti. La costituzione del contratto di rete consentirebbe di:

  • Avere una maggiore forza contrattuale nella gestione dei rapporti con il sistema finanziario;
  • Creare un marchio che ci identifica come destinazione turistica e luogo di esperienza storica, culturale ed enogastronomica;
  • Ridurre i costi di marketing necessari per promuovere le attività turistiche e il territorio;
  • Mettere insieme conoscenze organizzative e gestionali per promuovere ed avviare processi di internazionalizzazione.

Il contratto di rete consente attraverso la figura del manager di rete di dare maggiore consistenza manageriale alle piccole imprese abbandonando gradualmente la struttura familiare e artigianale. Per il premio Nobel dell’economia Paul Krugman per sopravvivere nell’attuale contesto economico, accedere a nuovi mercati ed abbattere i costi fissi, è necessario aumentare le forme di cooperazione tra imprese. La media impresa o le imprese che fanno rete hanno una tendenza a migliorare i contenuti dei propri prodotti e dei processi produttivi rendendoli sempre più competitivi sui mercati globali. Migliorano in altri termini la produttività dei fattori produttivi generando una migliore capacità di resistenza sia finanziaria che di acquisizione di nuove quote di mercato rispetto alle piccole imprese individuali perché oggi la competizione riguarda non più il prezzo, ma il prodotto, l’informazione, la distribuzione, il marketing, la logistica, il servizio al cliente e la disponibilità di risorse finanziarie.

E’ sicuramente di buon auspicio il contratto di rete promosso dal Gal Daunofantino e, formalizzato a fine 2018 tra gli operatori turistici della città. E’ un segnale importante poiché si comincia ad avere consapevolezza che mettere a sistema competenze, esperienze e innovazione è un beneficio per tutta la collettività.

Per la nostra città oggi più che mai è necessario costruire una business community per trovare nuovi mercati, scambiarsi esperienze e fare affari insieme. Bisogna lavorare affinché si sviluppi l’attitudine degli imprenditori del turismo a promuovere la cultura della collaborazione tra imprese poiché da soli non c’è storia.

 

Dott.ssa Siponta De Leo – Docente MIUR – Ministero dell’Industria e dell’Università e della Ricerca – Master’s of Tourism Management

Dott. Nicola di Bari – Commercialista ed Economista di Impresa GEI – associazione che raggruppa affermati economisti che operano nei più importanti centri di ricerca economica del Paese, in primari istituti bancari, nel settore industriale e dei servizi oltre che del mondo universitario.

 

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