Il valore della ricchezza stimata delle famiglie nella città di Manfredonia è pari a circa Euro 50 mld su un totale della ricchezza nazionale di Euro 8.860 mld. La ricchezza comprende asset quali le attività immobiliari, aziende, attività finanziarie al netto delle passività finanziarie.

Oltre il 75% è costituita da attività immobiliari, inclusa la proprietà della prima casa.

L’indice Gini, che misura il livello di diseguaglianza nella distribuzione della ricchezza, al 31/12/2016 risultava pari a 0,331, dato più alto degli ultimi 20 anni. La conseguenza è stata che la ricchezza della città risulta particolarmente concentrata nelle mani di pochi e al primo semestre 2018 era così suddivisa:

  • Il 20% più ricco detiene il 72% della ricchezza totale della città;
  • Il 20% successivo detiene il 15,66% della ricchezza totale della città;
  • Il 40% successivo detiene il 12.25% della ricchezza totale della città;
  • Il 20% successivo più povero detiene lo 0,09% della ricchezza totale della città.

In altri termini, il 40% più ricco detiene l’87,66% della ricchezza totale, mentre il 60% più povero ne detiene solamente 12,34%.

Fatto 100 il reddito disponibile annuo costituito da reddito da lavoro e da reddito riveniente dalla ricchezza posseduta, emerge un altro dato preoccupante ed è quello che il reddito prodotto dalla ricchezza posseduta supera di gran lunga quello prodotto dal lavoro.

In altre parole, la rendita proveniente dal capitale acquisito per eredità supera il reddito prodotto dal lavoro. E’ questo un altro dato che evidenzia che gran parte della popolazione vive grazie alla rendita improduttiva.

Quando il reddito prodotto dalla trasmissione dinastica patrimoniale supera quello riveniente dal lavoro la conseguenza è che il passato sta divorando il futuro, il patrimonio accumulato in passato conta più del reddito da lavoro, ciò che si eredita conta più di ciò che si produce.

Una delle conseguenze è l’arresto della mobilità sociale che costituisce un grave e “criminale” impedimento alla crescita e allo sviluppo poiché favorisce solo i figli di persone ricche e già affermate a discapito di quelli nati da famiglie più povere anche se più meritevoli e capaci.

Una città con livelli di disuguaglianza così alti e con prevalenza di rendita rispetto al lavoro non ha grande prospettiva di crescita e sviluppo poiché deprime la domanda aggregata soprattutto nei livelli di consumo generando crisi e livelli di disoccupazione insostenibili.

E’ arrivato il momento che il futuro (il lavoro) cominci a divorare il passato (la rendita) attraverso un modello di sviluppo economico e sociale sostenibile e inclusivo basato sui vantaggi comparati della città: l’economia del mare, la filiera agricola, i servizi innovativi.

La mancanza di visione da parte della classe dirigente che è diventata mancanza di progettualità politica ha determinato una situazione sociale ed economica caratterizzata da forti disuguaglianze nella distribuzione della ricchezza con una prevalenza della rendita sul lavoro produttivo che ha avuto come conseguenza la via dell’esodo dei giovani e delle professionalità migliori che potrebbe costituire il punto di non ritorno per un futuro migliore della città.

La soluzione è ridare a tutti un nuovo quadro delle opportunità che faccia variare in positivo la percezione del domani e la qualità della vita. Questo è il primo compito della politica.

Fonti: Banca d’Italia – Rapporto Oxfam Italia

Nicola di Bari – Economista di Impresa GEI.

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